"Smettila di mangiare!" Parlare di peso con i bambini e aiutarli senza farli sentire sbagliati
Negli ultimi decenni, il nostro stile di vita è profondamente cambiato. I bambini trascorrono sempre più tempo davanti a schermi e dispositivi elettronici, e sempre meno all’aperto a giocare o praticare sport. Le abitudini alimentari si sono modificate, con un aumento di snack salati, dolci confezionati e bevande zuccherate, a discapito di frutta, verdura e cibi freschi. Il periodo post-Covid, in particolare, ha accentuato questo fenomeno, rendendo ancora più difficile mantenere uno stile di vita sano.
Quando il problema diventa tabù o bersaglio di ironia
Di fronte a un aumento di peso nei figli, molti genitori si trovano in difficoltà. Alcuni tendono a minimizzare o a ignorare il problema, per timore di ferire i bambini. Altri, invece, si lasciano sfuggire frasi poco rispettose, a volte dette per preoccupazione, a volte in modo ironico, come:
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"Mangi troppo, devi darti una regolata!"
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"Se mangi ancora ti scoppierà la pancia."
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"Guarda che sei cicciottello/a, poi a scuola ti prenderanno in giro."
Anche se dette con leggerezza, queste parole possono lasciare segni profondi, infatti già dai 4 anni in su i bambini iniziano a sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio corpo e a partire dalla scuola primaria iniziano anche i primi confronti con i coetanei e, purtroppo, i primi episodi di body shaming. Le bambine, in particolare, sono spesso più vulnerabili a pressioni legate all'aspetto fisico e ai canoni estetici imposti dalla società.
Ignorare il problema non aiuta, ma serve delicatezza
Anche fare finta di niente può rivelarsi un errore. Non affrontare la questione per paura di ferire il bambino non significa proteggerlo. È invece fondamentale trovare un equilibrio: parlare in modo sincero ma rispettoso, evitando battute o commenti che possono ferire.
Se il bambino è sereno con il proprio corpo, ma il peso continua a salire, il primo passo è rivolgersi al pediatra. Solo un professionista può valutare la situazione e, se necessario, proporre un percorso per migliorare lo stile di vita, senza traumi né ossessioni.
Dal corpo alla salute: cambiare prospettiva
Il messaggio da trasmettere ai bambini deve essere chiaro: non si cambia per essere più belli, ma per essere più sani, più forti, più energici. L’attenzione va spostata dal corpo come immagine, alla salute come benessere.
Coinvolgerli in piccole scelte quotidiane, come preparare insieme una merenda sana o scegliere un’attività motoria che li diverta, può fare la differenza. Parlare di alimentazione e movimento in chiave positiva, mai come punizione o rinuncia.
Attenzione anche ai nostri discorsi “tra adulti”
I bambini ascoltano anche quando sembrano distratti. I commenti tra adulti sul corpo degli altri – “Hai visto com'è ingrassata?”, “Quella si è lasciata andare…” – veicolano messaggi impliciti molto potenti. Lo stesso vale per ciò che diciamo guardando la TV o scrollando i social. Cerchiamo di evitare commenti sull'aspetto fisico e promuoviamo, anche con l’esempio, un’idea di bellezza legata alla varietà, all'unicità, alla salute.
Se il problema riguarda tutta la famiglia
In molti casi, lo stile di vita coinvolge tutta la famiglia. Ma anche in questo caso, l’obiettivo non è puntare il dito, bensì cercare insieme piccoli cambiamenti sostenibili. Anche se un genitore è in sovrappeso, può diventare un modello di miglioramento per il figlio, mostrando impegno, cura di sé e determinazione. Il messaggio deve essere: possiamo sempre prenderci cura di noi stessi, per stare meglio.
In conclusione
Parlare di peso con i bambini è difficile, ma necessario. La chiave sta nel farlo con delicatezza, rispetto e consapevolezza, tenendo sempre al centro la salute, il benessere e l’autostima. Non servono diete drastiche né pressioni, ma ascolto, dialogo e un’educazione all'equilibrio. Perché crescere sereni significa anche imparare ad amare e rispettare il proprio corpo, in ogni fase della crescita.
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Prof. Giuliana

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