Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta didattica

BES temporanei: cosa sono e come supportarli in classe

Immagine
Quando parliamo di BES – Bisogni Educativi Speciali – è quasi immediato pensare a certificazioni, diagnosi e categorie ben precise. Ma non sempre è così. Ci sono alunni che, pur non avendo una disabilità o un disturbo specifico dell’apprendimento, possono attraversare un momento della loro vita in cui hanno bisogno di attenzioni particolari. Anche solo per un periodo limitato. Le tipologie di BES La scuola italiana riconosce ufficialmente tre grandi categorie di BES: Disabilità : alunni certificati ai sensi della Legge 104/92. Disturbi specifici di apprendimento (DSA) e altri disturbi evolutivi specifici : con diagnosi ai sensi della Legge 170/2010 (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia). Svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale : legato a difficoltà familiari, condizioni economiche precarie, lingua madre diversa dall’italiano, percorsi migratori complessi. Accanto a queste categorie più “stabili”, c’è però un’altra realtà meno evidente ma altrettanto imp...

Scaffolding: come applicarlo in classe e a casa

Immagine
Che cos’è lo scaffolding? Il termine scaffolding significa letteralmente impalcatura . È un concetto introdotto da Bruner, Wood e Ross negli anni ’70 e strettamente legato alla teoria di Lev Vygotskij sulla Zona di Sviluppo Prossimale (ZSP) . In poche parole, lo scaffolding indica il sostegno temporaneo che un adulto (insegnante, genitore) o un pari più competente fornisce a un bambino o ragazzo mentre impara qualcosa di nuovo. Come un’impalcatura sorregge un edificio solo finché serve, così lo scaffolding accompagna lo studente fino a quando diventa autonomo, per poi ritirarsi gradualmente. I principi fondamentali Lo scaffolding si basa su alcuni passaggi chiave: Partire dal livello reale dell’alunno : capire cosa sa già fare da solo. Offrire un supporto mirato : guidare, suggerire, incoraggiare. Scomporre il compito in passi più semplici. Fornire esempi e modelli da imitare. Dare feedback immediato : correzioni e rinforzi. Ridurre gradualmente l’aiuto fin...

Come costruire una scuola di qualità: strumenti, alleanze e strategie per il miglioramento continuo del sistema scolastico

Immagine
Garantire un’istruzione di qualità significa permettere a ogni studente di apprendere in modo significativo, equo e sostenibile lungo tutto l’arco della vita. È un obiettivo ribadito in ambito internazionale (Agenda 2030 – Obiettivo 4) e radicato nella nostra Costituzione (artt. 3, 33, 34: uguaglianza, libertà di insegnamento, diritto allo studio). In termini concreti, per le scuole italiane qualità vuol dire inclusione, sviluppo di competenze, benessere scolastico, professionalità dei docenti e miglioramento continuo . Un’idea chiave: una scuola di qualità non è mai “finita” . Si osserva, si valuta e si migliora in modo costante. 1. Cosa comprende l’istruzione di qualità Centralità dello studente e inclusione La scuola è comunità democratica (Dewey) e ambiente di mediazione culturale e sociale (Vygotskij). L’apprendimento è cooperativo, distribuito e accessibile a tutti. Sviluppo di competenze Oltre le nozioni: sapere, saper fare, saper essere e saper vivere insieme (Delors). Currico...

Imparare a imparare: il metacognitivo nella didattica quotidiana

Immagine
In un’epoca in cui l’informazione è ovunque e cambia a velocità vertiginosa, la vera competenza da trasmettere agli studenti non è tanto “cosa sapere”, ma come si apprende . Ecco perché oggi più che mai ha senso parlare di metacognizione e del suo impatto nella didattica quotidiana. Imparare a imparare significa acquisire consapevolezza del proprio modo di apprendere, conoscere i propri punti di forza e di debolezza, sapersi organizzare, monitorare, correggere. È la capacità di “guardarsi dall’alto” mentre si affronta un compito, come se si fosse allo stesso tempo studente e allenatore di sé stessi. Cos’è la metacognizione? Il termine metacognizione si riferisce alla consapevolezza e al controllo dei propri processi cognitivi . In parole semplici, è il pensiero che riflette su come pensiamo. Comprende: La conoscenza metacognitiva (sapere come funziona la propria mente: “So che capisco meglio se faccio schemi”); Il controllo metacognitivo (saper regolare e modificare le proprie...

Hai mai sentito parlare di Pedagogia del Desiderio? Ecco perché è rivoluzionaria

Immagine
Nella scuola di oggi si parla spesso di programmi, verifiche, competenze. Ma c’è una domanda che troppo di rado ci facciamo: “Che cosa muove davvero un bambino o un ragazzo ad imparare?” E se la risposta fosse " il desiderio"? Quel motore interno che ci spinge a esplorare, conoscere, capire, trasformare . Ed è proprio su questo che si fonda la Pedagogia del Desiderio , una corrente di pensiero potente e rivoluzionaria, elaborata da Riccardo Massa , pedagogista e pensatore italiano. Cos'è la Pedagogia del Desiderio? Per Riccardo Massa, educare non significa trasmettere informazioni, ma dare forma al desiderio . Il desiderio non va represso, né assecondato passivamente: va ascoltato, compreso, orientato . “Educare è mettere in forma il desiderio.” – Riccardo Massa In altre parole, l’apprendimento non nasce dall'obbligo o dalla paura, ma dalla ricerca di senso . Il bambino o il ragazzo apprende davvero quando sente che ciò che sta facendo ha un significato per l...

Empatia o metodo?Educare con il cuore o con la testa? La risposta è: con entrambi

Immagine
Nel mondo dell’educazione capita spesso di imbattersi in un apparente conflitto: serve più empatia o più tecnica? Basta parlare ai bambini in modo rispettoso, o occorrono interventi strutturati e strategie precise per modificare i comportamenti? La verità è che non si tratta di scegliere , ma di riconoscere che ogni approccio ha il suo contesto e la sua funzione . Parole o azioni? Due facce della stessa medaglia Educare significa creare contesti favorevoli alla crescita, anche attraverso il linguaggio: parole che accolgono, spiegano, guidano. È ciò che fanno genitori, educatori e insegnanti ogni giorno, spesso senza strumenti specialistici, ma con una presenza attenta e affettuosa. Intervenire , invece, significa adottare strategie intenzionali e sistematiche per modificare comportamenti specifici. È ciò che fanno professionisti come terapisti, pedagogisti, psicologi e analisti del comportamento. Si basa su osservazioni, dati, tecniche. Non è uno contro l’altro: è una questione d...

Motivazione intrinseca ed estrinseca a confronto: guida pratica con 7 strategie per far crescere l’impegno autentico

Immagine
Perché un alunno si impegna a scuola? Per il voto? Per il premio promesso dai genitori? O perché prova piacere nel capire, nel riuscire, nel crescere? La risposta è cruciale per ogni insegnante ed educatore. In questo post parliamo di motivazione intrinseca ed estrinseca , le loro differenze, implicazioni didattiche e strategie concrete per coltivare negli alunni una motivazione duratura e autonoma. Motivazione intrinseca ed estrinseca: cosa significano? Motivazione estrinseca : è legata a ricompense esterne (voti, premi, approvazione) o alla paura di punizioni. L'alunno si impegna per ottenere qualcosa o evitare qualcosa. Motivazione intrinseca : nasce dal piacere stesso dell’apprendere, dalla curiosità, dal senso di competenza e autonomia. L'alunno si impegna perché “vuole”, non perché “deve”. Implicazioni a scuola 🔸 La motivazione estrinseca può essere utile come leva iniziale, soprattutto in contesti complessi o in fase di avvio. Tuttavia: È meno stabile. Si e...

10 strategie per mantenere l’attenzione in classe (senza urlare)

Immagine
Urlare in classe può sembrare, a volte, l’unica via per farsi ascoltare. Ma non è efficace e, a lungo andare, logora sia gli insegnanti che gli alunni. Fortunatamente, esistono strategie pedagogiche e didattiche che aiutano a catturare (e mantenere) l’attenzione senza perdere la voce... o la pazienza! In questo post ti propongo 10 strategie semplici e collaudate per gestire la classe in modo più sereno, empatico ed efficace. Le 10 strategie  1. L’arma segreta del silenzio Paradossalmente, abbassare la voce funziona più che alzarla. Fermarsi e tacere può catturare l’attenzione più di mille richiami. 2. Routine visive e sonore Campanelli, luci, gesti codificati, segnali visivi o sonori (come un tamburello o una clessidra): aiutano i bambini a capire che è il momento di concentrarsi. 3. Proporre attività brevi e ritmate L’attenzione ha un tempo limitato: alternare tempi di concentrazione a piccole pause attive mantiene vivo l’interesse. (Vedi per esempio la Tecnica del pomodoro 👈) 4....

La creatività nella scuola primaria: educare a pensare fuori dagli schemi

Immagine
Nel contesto scolastico, spesso si tende a dare priorità alle discipline curricolari e alle competenze misurabili, dimenticando che una delle capacità più preziose da coltivare nei bambini è proprio la creatività . Essere creativi non significa solo saper disegnare o scrivere storie fantasiose, ma saper immaginare soluzioni nuove, affrontare problemi con spirito critico e sviluppare pensiero divergente . Cos'è la creatività in educazione? La creatività, in ambito educativo, è la capacità di produrre idee originali, significative e utili in relazione a un contesto o a un problema. Include fantasia, immaginazione, ma anche riflessione, connessioni inaspettate, flessibilità mentale . Nei bambini della scuola primaria, si manifesta nella curiosità, nella voglia di esplorare, nel fare domande e nel cercare strade alternative. Le teorie pedagogiche che la sostengono Molte teorie educative mettono la creatività al centro del processo di apprendimento: Maria Montessori : Sosteneva...