Tornare a casa per le feste: quando il rientro in famiglia riattiva dinamiche che fanno stare male
Le feste sono spesso raccontate come un tempo di calore, ricongiungimento, famiglia. Eppure, per molti giovani – soprattutto fuori sede – il rientro a casa non è un ritorno alla serenità, ma un ritorno a dinamiche emotive complesse . Non si tratta di egoismo, né di rifiuto della famiglia. Si tratta, più spesso, di equilibri psicologici fragili che, una volta varcata la soglia di casa, vengono messi alla prova . 1. Tornare a casa significa tornare “indietro” nei ruoli Uno degli aspetti più faticosi del rientro è che la famiglia tende a riproporre ruoli cristallizzati nel tempo . Il figlio responsabile, quello problematico, quello che “non combina mai nulla”, quello da proteggere. Anche se la persona è cambiata, cresciuta, diventata adulta, lo sguardo familiare spesso resta fermo a ciò che eravamo . Questo può generare: frustrazione senso di invisibilità regressione emotiva (ci si sente piccoli, incapaci, giudicati) 2. Le feste amplificano aspettative e non detti Le festività n...