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La Sindrome Della Figlia Maggiore

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Ci sono bambine che, fin da piccole, hanno cercato di tenere in piedi ogni cosa. Bambine che si sono quasi rotte facendolo. Non importa se sei nata prima, seconda o terza: non è una questione di ordine di nascita , ma di ruoli che si assumono . È una responsabilità che si accetta per amore o per sopravvivenza . La cosiddetta sindrome della figlia maggiore non parla di primogenitura, ma di una bambina che diventa presto il termometro emotivo della casa . Prima ancora di imparare a leggere e a scrivere, impara a leggere l’aria: se mamma e papà sono tesi, se c’è silenzio, se c’è tempesta. Diventa psicologa, mediatrice, consigliera. Diventa cuscinetto tra mamma e papà. Accudisce gli adulti prima ancora di imparare a prendersi cura di se stessa . Da piccola dicevano che eri una bambina brava. “Dove la metti, sta.” Ma la verità scomoda è questa: i bambini sempre bravi, che non danno problemi, non sono necessariamente bambini sani . I bambini sani sono rumorosi. Fanno casino. Piangono. Si ar...

Compiti e crisi quotidiane: come aiutare i figli a diventare autonomi senza litigare

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Succede in moltissime case, quasi ogni pomeriggio. Li chiami per fare i compiti, arrivano sbuffando, si siedono davanti al quaderno… e dopo pochi minuti parte la frase che conosciamo bene: “Ma io non so cosa devo fare.” A volte non hanno segnato i compiti sul diario. A volte non ricordano cosa hanno fatto in classe. Altre volte sembrano completamente disorientati, come se la scuola fosse terminata lì, sulla soglia dell’aula. E allora scatta il nervosismo: “Possibile che non ti ricordi niente?” “Te l’ho detto mille volte di segnare i compiti!” Ma fermiamoci un attimo. Questa difficoltà non nasce quasi mai da svogliatezza o da cattiva volontà. Nella maggior parte dei casi, è il segnale che l’autonomia non è ancora stata costruita , ma solo richiesta. L’autonomia non è innata: si impara Spesso pensiamo che, a una certa età, i bambini “dovrebbero” sapersi organizzare da soli. In realtà, nessuno nasce sapendo: gestire il tempo, pianificare un lavoro, ricordare consegne, partire ...

Quando in casa volano urla: cosa succede nei bambini che vivono in un ambiente conflittuale

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Ci sono case in cui il silenzio pesa più di mille parole, e altre in cui le parole diventano lame che tagliano l’aria. In alcune famiglie i litigi sono all'ordine del giorno: discussioni accese, urla, porte sbattute, oggetti lanciati, sguardi carichi di rabbia o di disprezzo. E in mezzo, spesso invisibile, c’è un bambino che osserva, ascolta, trattiene il respiro. Non serve che ci sia violenza fisica perché un bambino soffra: la conflittualità continua, le tensioni irrisolte e le parole ostili lasciano ferite silenziose, difficili da vedere ma profondamente reali. Il mondo interno del bambino Quando un bambino cresce in un ambiente dove i genitori litigano spesso, il suo cervello e il suo cuore si mettono in allerta. È come se vivesse costantemente in un piccolo stato di emergenza: non sa quando arriverà la prossima “tempesta” , ma sa che arriverà. 1. Vivere in allarme Il corpo reagisce come se fosse in pericolo: il battito accelera, i muscoli si tendono, l’adrenalina sale. Ne...

Asacom: il diritto all’inclusione non può essere ridotto

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A Caltanissetta l’anno scolastico è iniziato nel peggiore dei modi per molti bambini e ragazzi con grave disabilità. Le famiglie hanno ricevuto la comunicazione che le ore degli Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione (Asacom) sarebbero state ridotte. Un genitore denuncia: «Mio figlio aveva 15 ore previste dal PEI, ma il Comune ne ha concesse solo 5. Siamo costretti a rivolgerci a un avvocato per far valere un diritto sancito dalla legge». Non si tratta di un problema secondario: qui si mette in discussione il diritto allo studio, alla dignità e all'inclusione. Chi sono gli Asacom e cosa fanno davvero Spesso questa figura non è conosciuta da tutti, ma nelle scuole è essenziale. L’Asacom non “aiuta” genericamente: sostiene la comunicazione , soprattutto per chi utilizza linguaggi alternativi o ausili specifici; favorisce l’autonomia del bambino o del ragazzo nei gesti quotidiani e nelle attività scolastiche; è un ponte tra l’alunno, i compagni e i docenti , rende...

Ritorno a scuola senza ansie: 5 consigli per accompagnare i bambini al rientro dopo le vacanze

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L’altro giorno ho detto ai miei figli che tra poco ricomincerà la scuola. Le loro reazioni non avrebbero potuto essere più diverse: il grande ha sorriso, felice di rivedere i compagni; il piccolo invece si è messo a piangere, chiedendo di restare a casa con me. Questa differenza mi ha fatto riflettere: ogni bambino vive il rientro a scuola in modo unico. Per alcuni è un momento atteso e carico di entusiasmo, per altri invece è fonte di ansia, tristezza o paura di separarsi dai genitori. Ecco quindi 5  consigli pratici per rendere più dolce il rientro a scuola , senza traumi e con la giusta dose di serenità: 1. Parlare insieme del rientro Anticipare ciò che accadrà aiuta i bambini a sentirsi più sicuri. Raccontiamo loro come sarà la giornata, ricordiamo i momenti belli dell’anno precedente e incoraggiamoli a condividere paure ed emozioni. 2. Riprendere poco a poco la routine Dopo tante settimane di libertà, tornare a svegliarsi presto non è facile. Gradualmente, qualche giorno p...

Educazione emotiva: la materia che manca a scuola

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Nelle nostre scuole i bambini imparano presto a leggere, scrivere e fare i conti. Ma chi insegna loro a leggere dentro di sé? Chi offre strumenti per dare un nome a quella rabbia che monta quando un compito non riesce o a quella tristezza che compare senza motivo apparente? La verità è che l’educazione emotiva è ancora la grande assente nei programmi scolastici. Cos’è l’educazione emotiva? L’educazione emotiva è il percorso attraverso cui bambini e ragazzi imparano a riconoscere, esprimere e gestire le proprie emozioni. Non si tratta di una “materia in più”, ma di una competenza trasversale che tocca ogni aspetto della vita scolastica e personale. Daniel Goleman , psicologo e autore che ha reso famoso il concetto di intelligenza emotiva , sostiene che il successo nella vita dipende in gran parte dalla capacità di comprendere se stessi, di relazionarsi in modo empatico con gli altri e di gestire emozioni difficili. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, già negli anni ’90, aveva inser...

10 attenzioni educative quando si fa visita ad una neofamiglia: cosa insegna la pedagogia della cura

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Quando nasce un bambino, nasce anche una famiglia nuova. Un equilibrio tutto da costruire, fatto di notti insonni, prime volte, emozioni forti e tanta, tantissima fragilità. In questi momenti, la presenza degli altri può essere un dono, ma anche un peso . Dipende da come si entra in punta di piedi in questa nuova realtà. Educare, in fondo, è anche questo: imparare a essere presenza significativa senza invadere . Ecco allora 10 attenzioni pedagogiche che chiunque dovrebbe avere quando va a trovare un neonato e i suoi genitori. L'ultima è la più importante! 1. Chiedi sempre il permesso prima di andare La nascita è un evento intimo. Anche se ti senti vicino alla famiglia, non dare per scontato che abbiano voglia o forza di riceverti . Un messaggio semplice, del tipo: "Vi fa piacere se passo?" , è un atto di cura. 2. Rimani per poco tempo Anche la visita più gradita può diventare faticosa. Rispetta i ritmi della famiglia : un neonato dorme spesso in modo irregolare, la mamma...

I nostri figli non sanno più aspettare: quali abilità stanno perdendo?

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In questi giorni sono in vacanza con la mia famiglia. Tra il viaggio, le uscite per visitare posti vicini, le attese al ristorante o in coda per salire su una giostra, mi sono trovata più volte ad affrontare l’impazienza dei miei figli. “Quanto manca?”, “Ma è ancora lontano?”, “Quando arriva il nostro turno?” sono solo alcune delle domande che si ripetono continuamente, come un sottofondo costante. Questa esperienza mi ha fatto riflettere: perché oggi i bambini faticano così tanto ad aspettare? E, soprattutto, cosa possiamo fare noi adulti per aiutarli a vivere meglio il tempo dell’attesa? Perché oggi i bambini faticano ad aspettare? Viviamo in una società della gratificazione immediata. Con un semplice clic possiamo ordinare una pizza, guardare un film, ricevere un pacco il giorno dopo. Anche i bambini crescono immersi in questa cultura del “tutto e subito”, dove l’attesa è percepita come un ostacolo, non come un processo naturale. Secondo lo psicologo statunitense Daniel  Goleman...

Hai mai sentito parlare di Pedagogia del Desiderio? Ecco perché è rivoluzionaria

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Nella scuola di oggi si parla spesso di programmi, verifiche, competenze. Ma c’è una domanda che troppo di rado ci facciamo: “Che cosa muove davvero un bambino o un ragazzo ad imparare?” E se la risposta fosse " il desiderio"? Quel motore interno che ci spinge a esplorare, conoscere, capire, trasformare . Ed è proprio su questo che si fonda la Pedagogia del Desiderio , una corrente di pensiero potente e rivoluzionaria, elaborata da Riccardo Massa , pedagogista e pensatore italiano. Cos'è la Pedagogia del Desiderio? Per Riccardo Massa, educare non significa trasmettere informazioni, ma dare forma al desiderio . Il desiderio non va represso, né assecondato passivamente: va ascoltato, compreso, orientato . “Educare è mettere in forma il desiderio.” – Riccardo Massa In altre parole, l’apprendimento non nasce dall'obbligo o dalla paura, ma dalla ricerca di senso . Il bambino o il ragazzo apprende davvero quando sente che ciò che sta facendo ha un significato per l...

Separarsi ma restare genitori: 6 consigli per affrontare il cambiamento senza far soffrire i figli

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La fine di una relazione è un passaggio doloroso e faticoso. Quando nel mezzo ci sono dei figli, tutto si complica: il dolore personale si intreccia con il bisogno di proteggerli, di garantire loro una stabilità emotiva e relazionale, anche in un momento di grande fragilità. In questo articolo non troverai formule magiche, ma riflessioni e suggerimenti pratici per provare – giorno dopo giorno – a essere due ex partner, ma ancora genitori uniti dalla responsabilità verso i figli. 1. Voi vi separate ma i figli restano di entrambi La separazione riguarda la coppia, ma non interrompe il legame genitoriale. È fondamentale che i bambini non si sentano costretti a “scegliere” tra mamma e papà. Rassicurarli sul fatto che mamma e papà ci saranno comunque, anche se in case diverse 👉 Questo dà ai bambini stabilità emotiva e li aiuta a capire che non stanno perdendo i loro genitori, ma che cambia solo la modalità di presenza. Non confondere la fine dell’amore con l’abbandono 👉 I bambin...