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Scuola finita, bambini a casa: 5 consigli per affrontare l'estate senza stress

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La scuola è finita. Dopo mesi scanditi da orari, compiti, sport, attività extrascolastiche, feste, allenamenti e impegni di ogni tipo, all'improvviso il tempo sembra rallentare. E se per molti bambini l'estate rappresenta una liberazione, per tanti genitori può diventare una vera sfida. "Mamma, cosa facciamo?" "Papà, mi annoio!" "Gioca con me!" Frasi che si ripetono decine di volte al giorno e che, alla lunga, possono generare stanchezza e frustrazione. Perché, anche se amiamo i nostri figli, averli sempre a casa e sentirsi responsabili del loro intrattenimento può diventare davvero pesante. Lo ammetto: all'inizio anch'io vivevo questa situazione con un certo senso di dovere. Mi sembrava di dover organizzare continuamente attività, giochi, uscite, lavoretti creativi. Come se fosse mia responsabilità impedire ai miei figli di annoiarsi. Poi ho capito una cosa importante: i bambini non hanno bisogno di essere intrattenuti continuamente. E la ...

Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA): cos'è, a chi serve e come utilizzarla a scuola

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Comunicare è un bisogno fondamentale di ogni essere umano. Attraverso la comunicazione esprimiamo bisogni, emozioni, desideri, opinioni e costruiamo relazioni con gli altri. Non tutte le persone, però, possono utilizzare il linguaggio verbale in modo efficace. Alcuni bambini e adulti possono presentare difficoltà temporanee o permanenti nella comunicazione orale a causa di disabilità, disturbi del neurosviluppo o condizioni mediche particolari. In questi casi entra in gioco la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) , un insieme di strategie, strumenti e tecniche che permettono alle persone con bisogni comunicativi complessi di esprimersi e partecipare attivamente alla vita sociale e scolastica. Che cos'è la Comunicazione Aumentativa Alternativa? La Comunicazione Aumentativa Alternativa è un approccio volto a sostenere o sostituire il linguaggio verbale quando questo risulta assente, limitato o non sufficientemente efficace. Il termine: Aumentativa indica che la comunicazion...

La Sindrome Della Figlia Maggiore

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Ci sono bambine che, fin da piccole, hanno cercato di tenere in piedi ogni cosa. Bambine che si sono quasi rotte facendolo. Non importa se sei nata prima, seconda o terza: non è una questione di ordine di nascita , ma di ruoli che si assumono . È una responsabilità che si accetta per amore o per sopravvivenza . La cosiddetta sindrome della figlia maggiore non parla di primogenitura, ma di una bambina che diventa presto il termometro emotivo della casa . Prima ancora di imparare a leggere e a scrivere, impara a leggere l’aria: se mamma e papà sono tesi, se c’è silenzio, se c’è tempesta. Diventa psicologa, mediatrice, consigliera. Diventa cuscinetto tra mamma e papà. Accudisce gli adulti prima ancora di imparare a prendersi cura di se stessa . Da piccola dicevano che eri una bambina brava. “Dove la metti, sta.” Ma la verità scomoda è questa: i bambini sempre bravi, che non danno problemi, non sono necessariamente bambini sani . I bambini sani sono rumorosi. Fanno casino. Piangono. Si ar...

Compiti e crisi quotidiane: come aiutare i figli a diventare autonomi senza litigare

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Succede in moltissime case, quasi ogni pomeriggio. Li chiami per fare i compiti, arrivano sbuffando, si siedono davanti al quaderno… e dopo pochi minuti parte la frase che conosciamo bene: “Ma io non so cosa devo fare.” A volte non hanno segnato i compiti sul diario. A volte non ricordano cosa hanno fatto in classe. Altre volte sembrano completamente disorientati, come se la scuola fosse terminata lì, sulla soglia dell’aula. E allora scatta il nervosismo: “Possibile che non ti ricordi niente?” “Te l’ho detto mille volte di segnare i compiti!” Ma fermiamoci un attimo. Questa difficoltà non nasce quasi mai da svogliatezza o da cattiva volontà. Nella maggior parte dei casi, è il segnale che l’autonomia non è ancora stata costruita , ma solo richiesta. L’autonomia non è innata: si impara Spesso pensiamo che, a una certa età, i bambini “dovrebbero” sapersi organizzare da soli. In realtà, nessuno nasce sapendo: gestire il tempo, pianificare un lavoro, ricordare consegne, partire ...

Quando in casa volano urla: cosa succede nei bambini che vivono in un ambiente conflittuale

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Ci sono case in cui il silenzio pesa più di mille parole, e altre in cui le parole diventano lame che tagliano l’aria. In alcune famiglie i litigi sono all'ordine del giorno: discussioni accese, urla, porte sbattute, oggetti lanciati, sguardi carichi di rabbia o di disprezzo. E in mezzo, spesso invisibile, c’è un bambino che osserva, ascolta, trattiene il respiro. Non serve che ci sia violenza fisica perché un bambino soffra: la conflittualità continua, le tensioni irrisolte e le parole ostili lasciano ferite silenziose, difficili da vedere ma profondamente reali. Il mondo interno del bambino Quando un bambino cresce in un ambiente dove i genitori litigano spesso, il suo cervello e il suo cuore si mettono in allerta. È come se vivesse costantemente in un piccolo stato di emergenza: non sa quando arriverà la prossima “tempesta” , ma sa che arriverà. 1. Vivere in allarme Il corpo reagisce come se fosse in pericolo: il battito accelera, i muscoli si tendono, l’adrenalina sale. Ne...

Asacom: il diritto all’inclusione non può essere ridotto

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A Caltanissetta l’anno scolastico è iniziato nel peggiore dei modi per molti bambini e ragazzi con grave disabilità. Le famiglie hanno ricevuto la comunicazione che le ore degli Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione (Asacom) sarebbero state ridotte. Un genitore denuncia: «Mio figlio aveva 15 ore previste dal PEI, ma il Comune ne ha concesse solo 5. Siamo costretti a rivolgerci a un avvocato per far valere un diritto sancito dalla legge». Non si tratta di un problema secondario: qui si mette in discussione il diritto allo studio, alla dignità e all'inclusione. Chi sono gli Asacom e cosa fanno davvero Spesso questa figura non è conosciuta da tutti, ma nelle scuole è essenziale. L’Asacom non “aiuta” genericamente: sostiene la comunicazione , soprattutto per chi utilizza linguaggi alternativi o ausili specifici; favorisce l’autonomia del bambino o del ragazzo nei gesti quotidiani e nelle attività scolastiche; è un ponte tra l’alunno, i compagni e i docenti , rende...

Ritorno a scuola senza ansie: 5 consigli per accompagnare i bambini al rientro dopo le vacanze

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L’altro giorno ho detto ai miei figli che tra poco ricomincerà la scuola. Le loro reazioni non avrebbero potuto essere più diverse: il grande ha sorriso, felice di rivedere i compagni; il piccolo invece si è messo a piangere, chiedendo di restare a casa con me. Questa differenza mi ha fatto riflettere: ogni bambino vive il rientro a scuola in modo unico. Per alcuni è un momento atteso e carico di entusiasmo, per altri invece è fonte di ansia, tristezza o paura di separarsi dai genitori. Ecco quindi 5  consigli pratici per rendere più dolce il rientro a scuola , senza traumi e con la giusta dose di serenità: 1. Parlare insieme del rientro Anticipare ciò che accadrà aiuta i bambini a sentirsi più sicuri. Raccontiamo loro come sarà la giornata, ricordiamo i momenti belli dell’anno precedente e incoraggiamoli a condividere paure ed emozioni. 2. Riprendere poco a poco la routine Dopo tante settimane di libertà, tornare a svegliarsi presto non è facile. Gradualmente, qualche giorno p...

Educazione emotiva: la materia che manca a scuola

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Nelle nostre scuole i bambini imparano presto a leggere, scrivere e fare i conti. Ma chi insegna loro a leggere dentro di sé? Chi offre strumenti per dare un nome a quella rabbia che monta quando un compito non riesce o a quella tristezza che compare senza motivo apparente? La verità è che l’educazione emotiva è ancora la grande assente nei programmi scolastici. Cos’è l’educazione emotiva? L’educazione emotiva è il percorso attraverso cui bambini e ragazzi imparano a riconoscere, esprimere e gestire le proprie emozioni. Non si tratta di una “materia in più”, ma di una competenza trasversale che tocca ogni aspetto della vita scolastica e personale. Daniel Goleman , psicologo e autore che ha reso famoso il concetto di intelligenza emotiva , sostiene che il successo nella vita dipende in gran parte dalla capacità di comprendere se stessi, di relazionarsi in modo empatico con gli altri e di gestire emozioni difficili. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, già negli anni ’90, aveva inser...

10 attenzioni educative quando si fa visita ad una neofamiglia: cosa insegna la pedagogia della cura

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Quando nasce un bambino, nasce anche una famiglia nuova. Un equilibrio tutto da costruire, fatto di notti insonni, prime volte, emozioni forti e tanta, tantissima fragilità. In questi momenti, la presenza degli altri può essere un dono, ma anche un peso . Dipende da come si entra in punta di piedi in questa nuova realtà. Educare, in fondo, è anche questo: imparare a essere presenza significativa senza invadere . Ecco allora 10 attenzioni pedagogiche che chiunque dovrebbe avere quando va a trovare un neonato e i suoi genitori. L'ultima è la più importante! 1. Chiedi sempre il permesso prima di andare La nascita è un evento intimo. Anche se ti senti vicino alla famiglia, non dare per scontato che abbiano voglia o forza di riceverti . Un messaggio semplice, del tipo: "Vi fa piacere se passo?" , è un atto di cura. 2. Rimani per poco tempo Anche la visita più gradita può diventare faticosa. Rispetta i ritmi della famiglia : un neonato dorme spesso in modo irregolare, la mamma...