Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta imparare

Compiti e crisi quotidiane: come aiutare i figli a diventare autonomi senza litigare

Immagine
Succede in moltissime case, quasi ogni pomeriggio. Li chiami per fare i compiti, arrivano sbuffando, si siedono davanti al quaderno… e dopo pochi minuti parte la frase che conosciamo bene: “Ma io non so cosa devo fare.” A volte non hanno segnato i compiti sul diario. A volte non ricordano cosa hanno fatto in classe. Altre volte sembrano completamente disorientati, come se la scuola fosse terminata lì, sulla soglia dell’aula. E allora scatta il nervosismo: “Possibile che non ti ricordi niente?” “Te l’ho detto mille volte di segnare i compiti!” Ma fermiamoci un attimo. Questa difficoltà non nasce quasi mai da svogliatezza o da cattiva volontà. Nella maggior parte dei casi, è il segnale che l’autonomia non è ancora stata costruita , ma solo richiesta. L’autonomia non è innata: si impara Spesso pensiamo che, a una certa età, i bambini “dovrebbero” sapersi organizzare da soli. In realtà, nessuno nasce sapendo: gestire il tempo, pianificare un lavoro, ricordare consegne, partire ...

Scaffolding: come applicarlo in classe e a casa

Immagine
Che cos’è lo scaffolding? Il termine scaffolding significa letteralmente impalcatura . È un concetto introdotto da Bruner, Wood e Ross negli anni ’70 e strettamente legato alla teoria di Lev Vygotskij sulla Zona di Sviluppo Prossimale (ZSP) . In poche parole, lo scaffolding indica il sostegno temporaneo che un adulto (insegnante, genitore) o un pari più competente fornisce a un bambino o ragazzo mentre impara qualcosa di nuovo. Come un’impalcatura sorregge un edificio solo finché serve, così lo scaffolding accompagna lo studente fino a quando diventa autonomo, per poi ritirarsi gradualmente. I principi fondamentali Lo scaffolding si basa su alcuni passaggi chiave: Partire dal livello reale dell’alunno : capire cosa sa già fare da solo. Offrire un supporto mirato : guidare, suggerire, incoraggiare. Scomporre il compito in passi più semplici. Fornire esempi e modelli da imitare. Dare feedback immediato : correzioni e rinforzi. Ridurre gradualmente l’aiuto fin...

Paura di cambiare, paura di fermarsi: educarsi alla flessibilità

Immagine
Un po’ di ritmo regolare fa bene… ma per qualcuno è ossigeno, mentre per altri è una gabbia. Ci sono persone che, quando la loro routine si spezza, vanno in tilt: si sentono perse, disorientate, a volte con veri e propri stati d’ansia. E poi ci sono quelle che, al contrario, nella routine si sentono intrappolate: vivono con la costante ricerca di stimoli, cambiamenti, nuove sfide che accendano l’adrenalina. Questi due modi opposti di vivere il tempo e gli imprevisti hanno radici profonde, che partono dal nostro temperamento e dal nostro stile di adattamento al mondo. 1) Le “ancore” della routine Che cosa succede Per alcune persone, la prevedibilità è una base sicura: riduce il carico cognitivo, abbassa l’ansia e dà senso di controllo. Quando l’agenda salta, il cervello va in allarme (“non so cosa aspettarmi”) e compaiono disorientamento, irritabilità, fino a veri e propri picchi d’ansia. Segnali tipici Programmano molto in anticipo, faticano a “improvvisare”. Si aggrappano a orar...

Imparare a imparare: il metacognitivo nella didattica quotidiana

Immagine
In un’epoca in cui l’informazione è ovunque e cambia a velocità vertiginosa, la vera competenza da trasmettere agli studenti non è tanto “cosa sapere”, ma come si apprende . Ecco perché oggi più che mai ha senso parlare di metacognizione e del suo impatto nella didattica quotidiana. Imparare a imparare significa acquisire consapevolezza del proprio modo di apprendere, conoscere i propri punti di forza e di debolezza, sapersi organizzare, monitorare, correggere. È la capacità di “guardarsi dall’alto” mentre si affronta un compito, come se si fosse allo stesso tempo studente e allenatore di sé stessi. Cos’è la metacognizione? Il termine metacognizione si riferisce alla consapevolezza e al controllo dei propri processi cognitivi . In parole semplici, è il pensiero che riflette su come pensiamo. Comprende: La conoscenza metacognitiva (sapere come funziona la propria mente: “So che capisco meglio se faccio schemi”); Il controllo metacognitivo (saper regolare e modificare le proprie...