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Colloquio di lavoro: 5 strategie per lasciare subito il segno

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Un curriculum ben fatto, curato e mirato all'obiettivo è sicuramente un ottimo biglietto da visita quando ci si presenta per un colloquio di lavoro. È ciò che apre la porta, che cattura l’attenzione e che racconta in modo sintetico chi sei e cosa sai fare. Ma il curriculum non può mostrare al 100% la tua identità: non può raccontare il tuo modo di approcciarti agli altri, il tuo atteggiamento, il tuo modo di lavorare. Ed è proprio al colloquio che avviene la vera differenza: lì emergono lo sguardo, la postura, la sicurezza che non diventa arroganza, la capacità di comunicare con umiltà le proprie competenze e la propria personalità. Ecco allora 5 consigli pratici per affrontare un colloquio e lasciare subito il segno : 1. Preparati sull'azienda e sul ruolo Prima di entrare in sala colloqui, dedica del tempo a studiare l’azienda: visita il sito web, leggi articoli recenti, guarda i profili social, cerca di capire i valori e la cultura aziendale. Conoscere la mission e la vision ...

Il potere pedagogico della condivisione: alleggerire i pensieri che ci opprimono

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A volte un pensiero, un disagio o una preoccupazione sembra occupare tutta la nostra mente.  All’inizio può trattarsi di una piccola difficoltà quotidiana, ma se rimane chiusa dentro di noi, senza possibilità di confronto, tende a crescere e a trasformarsi in un ostacolo enorme. Più ci rimuginiamo, più quel peso si ingigantisce fino a diventare un macigno apparentemente insormontabile. Questo accade perché la nostra mente, nel tentativo di “risolvere” da sola la questione, finisce per alimentarla. Ogni volta che ci ripensiamo, aggiungiamo nuove sfumature di ansia e nuove preoccupazioni, fino a sentirci intrappolati in un circolo vizioso. Il potere della condivisione Un primo passo concreto per alleggerire questo peso è condividere . Parlare con qualcuno di fidato permette di: ridimensionare il problema, riportandolo a proporzioni più realistiche; riconoscere che non siamo soli, che altri vivono o hanno vissuto la stessa situazione; ricevere prospettive diverse, che ci aiuta...

Asacom: il diritto all’inclusione non può essere ridotto

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A Caltanissetta l’anno scolastico è iniziato nel peggiore dei modi per molti bambini e ragazzi con grave disabilità. Le famiglie hanno ricevuto la comunicazione che le ore degli Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione (Asacom) sarebbero state ridotte. Un genitore denuncia: «Mio figlio aveva 15 ore previste dal PEI, ma il Comune ne ha concesse solo 5. Siamo costretti a rivolgerci a un avvocato per far valere un diritto sancito dalla legge». Non si tratta di un problema secondario: qui si mette in discussione il diritto allo studio, alla dignità e all'inclusione. Chi sono gli Asacom e cosa fanno davvero Spesso questa figura non è conosciuta da tutti, ma nelle scuole è essenziale. L’Asacom non “aiuta” genericamente: sostiene la comunicazione , soprattutto per chi utilizza linguaggi alternativi o ausili specifici; favorisce l’autonomia del bambino o del ragazzo nei gesti quotidiani e nelle attività scolastiche; è un ponte tra l’alunno, i compagni e i docenti , rende...

4 schemi di comunicazione disfunzionali che portano alla crisi di coppia

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Nessuna coppia è immune da discussioni e disaccordi: fanno parte della vita a due e, se gestiti in modo sano, possono persino diventare un’occasione di crescita e confronto. Il problema nasce quando i litigi si ripetono sempre con le stesse modalità, minando la qualità della relazione. Riconoscere i segnali che si sta andando oltre il limite è fondamentale, perché a volte può essere il momento giusto per chiedere supporto a un professionista. Vediamo insieme 4 schemi di comunicazione che, se diventano abituali, risultano particolarmente dannosi. 1. Criticarsi sempre La critica costante non è la stessa cosa del confronto costruttivo. Mentre un’osservazione puntuale può aiutare a migliorare, la critica continua porta a sentirsi attaccati come persone, non solo per i comportamenti. Col tempo, questo logora la fiducia e genera frustrazione, perché uno dei due si sentirà mai “abbastanza” agli occhi dell’altro. 2. Svalutarsi a vicenda Frasi come “non capisci nulla” , “sei sempre il solito/so...

Scaffolding: come applicarlo in classe e a casa

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Che cos’è lo scaffolding? Il termine scaffolding significa letteralmente impalcatura . È un concetto introdotto da Bruner, Wood e Ross negli anni ’70 e strettamente legato alla teoria di Lev Vygotskij sulla Zona di Sviluppo Prossimale (ZSP) . In poche parole, lo scaffolding indica il sostegno temporaneo che un adulto (insegnante, genitore) o un pari più competente fornisce a un bambino o ragazzo mentre impara qualcosa di nuovo. Come un’impalcatura sorregge un edificio solo finché serve, così lo scaffolding accompagna lo studente fino a quando diventa autonomo, per poi ritirarsi gradualmente. I principi fondamentali Lo scaffolding si basa su alcuni passaggi chiave: Partire dal livello reale dell’alunno : capire cosa sa già fare da solo. Offrire un supporto mirato : guidare, suggerire, incoraggiare. Scomporre il compito in passi più semplici. Fornire esempi e modelli da imitare. Dare feedback immediato : correzioni e rinforzi. Ridurre gradualmente l’aiuto fin...

Come costruire una scuola di qualità: strumenti, alleanze e strategie per il miglioramento continuo del sistema scolastico

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Garantire un’istruzione di qualità significa permettere a ogni studente di apprendere in modo significativo, equo e sostenibile lungo tutto l’arco della vita. È un obiettivo ribadito in ambito internazionale (Agenda 2030 – Obiettivo 4) e radicato nella nostra Costituzione (artt. 3, 33, 34: uguaglianza, libertà di insegnamento, diritto allo studio). In termini concreti, per le scuole italiane qualità vuol dire inclusione, sviluppo di competenze, benessere scolastico, professionalità dei docenti e miglioramento continuo . Un’idea chiave: una scuola di qualità non è mai “finita” . Si osserva, si valuta e si migliora in modo costante. 1. Cosa comprende l’istruzione di qualità Centralità dello studente e inclusione La scuola è comunità democratica (Dewey) e ambiente di mediazione culturale e sociale (Vygotskij). L’apprendimento è cooperativo, distribuito e accessibile a tutti. Sviluppo di competenze Oltre le nozioni: sapere, saper fare, saper essere e saper vivere insieme (Delors). Currico...

Ritorno a scuola senza ansie: 5 consigli per accompagnare i bambini al rientro dopo le vacanze

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L’altro giorno ho detto ai miei figli che tra poco ricomincerà la scuola. Le loro reazioni non avrebbero potuto essere più diverse: il grande ha sorriso, felice di rivedere i compagni; il piccolo invece si è messo a piangere, chiedendo di restare a casa con me. Questa differenza mi ha fatto riflettere: ogni bambino vive il rientro a scuola in modo unico. Per alcuni è un momento atteso e carico di entusiasmo, per altri invece è fonte di ansia, tristezza o paura di separarsi dai genitori. Ecco quindi 5  consigli pratici per rendere più dolce il rientro a scuola , senza traumi e con la giusta dose di serenità: 1. Parlare insieme del rientro Anticipare ciò che accadrà aiuta i bambini a sentirsi più sicuri. Raccontiamo loro come sarà la giornata, ricordiamo i momenti belli dell’anno precedente e incoraggiamoli a condividere paure ed emozioni. 2. Riprendere poco a poco la routine Dopo tante settimane di libertà, tornare a svegliarsi presto non è facile. Gradualmente, qualche giorno p...

Paura di cambiare, paura di fermarsi: educarsi alla flessibilità

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Un po’ di ritmo regolare fa bene… ma per qualcuno è ossigeno, mentre per altri è una gabbia. Ci sono persone che, quando la loro routine si spezza, vanno in tilt: si sentono perse, disorientate, a volte con veri e propri stati d’ansia. E poi ci sono quelle che, al contrario, nella routine si sentono intrappolate: vivono con la costante ricerca di stimoli, cambiamenti, nuove sfide che accendano l’adrenalina. Questi due modi opposti di vivere il tempo e gli imprevisti hanno radici profonde, che partono dal nostro temperamento e dal nostro stile di adattamento al mondo. 1) Le “ancore” della routine Che cosa succede Per alcune persone, la prevedibilità è una base sicura: riduce il carico cognitivo, abbassa l’ansia e dà senso di controllo. Quando l’agenda salta, il cervello va in allarme (“non so cosa aspettarmi”) e compaiono disorientamento, irritabilità, fino a veri e propri picchi d’ansia. Segnali tipici Programmano molto in anticipo, faticano a “improvvisare”. Si aggrappano a orar...

Passione o prospettive lavorative? Come scegliere l’università giusta seguendo 4 principi fondamentali

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Scegliere cosa studiare all'università è una delle decisioni più importanti e delicate nella vita di un giovane. Si tratta di una scelta che può influenzare non solo il futuro lavorativo, ma anche il benessere personale, la motivazione e la soddisfazione di lungo periodo. Molti si trovano davanti a un bivio: 👉 seguire una facoltà che appassiona davvero , magari in un settore meno richiesto dal mercato, oppure 👉 scegliere un percorso più “strategico” , con maggiori sbocchi occupazionali ma che suscita meno entusiasmo. In questo post esploreremo i pro e i contro di entrambe le scelte , con uno sguardo educativo e pedagogico, per aiutare chi è in fase decisionale a fare una scelta consapevole e il più possibile in linea con sé stesso. Vedremo anche 4 principi fondamentali che possono aiutare nella scelta dell'indirizzo di studi più congruo alle proprie esigenze!  Scegliere in base alla passione ✅ Pro Motivazione intrinseca : studiare qualcosa che piace aumenta l’impegno, la c...

Imparare a imparare: il metacognitivo nella didattica quotidiana

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In un’epoca in cui l’informazione è ovunque e cambia a velocità vertiginosa, la vera competenza da trasmettere agli studenti non è tanto “cosa sapere”, ma come si apprende . Ecco perché oggi più che mai ha senso parlare di metacognizione e del suo impatto nella didattica quotidiana. Imparare a imparare significa acquisire consapevolezza del proprio modo di apprendere, conoscere i propri punti di forza e di debolezza, sapersi organizzare, monitorare, correggere. È la capacità di “guardarsi dall’alto” mentre si affronta un compito, come se si fosse allo stesso tempo studente e allenatore di sé stessi. Cos’è la metacognizione? Il termine metacognizione si riferisce alla consapevolezza e al controllo dei propri processi cognitivi . In parole semplici, è il pensiero che riflette su come pensiamo. Comprende: La conoscenza metacognitiva (sapere come funziona la propria mente: “So che capisco meglio se faccio schemi”); Il controllo metacognitivo (saper regolare e modificare le proprie...