Tornare a casa per le feste: quando il rientro in famiglia riattiva dinamiche che fanno stare male
1. Tornare a casa significa tornare “indietro” nei ruoli
Uno degli aspetti più faticosi del rientro è che la famiglia tende a riproporre ruoli cristallizzati nel tempo.
Questo può generare:
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frustrazione
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senso di invisibilità
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regressione emotiva (ci si sente piccoli, incapaci, giudicati)
2. Le feste amplificano aspettative e non detti
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Dovremmo essere felici
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Dovremmo stare bene insieme
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Dovremmo approfittarne per recuperare
Ma quando in famiglia esistono:
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conflitti irrisolti
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comunicazioni rigide
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affetti condizionati
le feste diventano una lente di ingrandimento, non una soluzione.
3. Il rientro riattiva vecchie ferite
Per alcune persone, tornare a casa significa entrare di nuovo in luoghi emotivi dolorosi.
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stanchezza improvvisa
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chiusura emotiva
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nervosismo
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bisogno di isolamento
4. Restare via non è sempre fuga: a volte è autoregolazione
Scegliere di non tornare a casa per le feste non è necessariamente un rifiuto della famiglia.
In molti casi è:
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un atto di protezione
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una forma di confine sano
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una scelta di benessere psicologico
Per chi ha costruito altrove un equilibrio, tornare in un contesto emotivamente instabile può significare dover ricominciare ogni volta da capo.
E non tutti hanno le risorse per farlo.
5. Normalizzare il disagio
Rende umani.
La maturità emotiva passa anche dal riconoscere:
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cosa ci fa bene
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cosa ci costa troppo
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quali spazi possiamo attraversare e quali no
E a volte, restare lontani è solo un modo diverso di prendersi cura di sé.
Ti è mai capitato di sentire il rientro in famiglia come qualcosa di faticoso?
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Prof. Giuliana
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