Quella scomoda amica chiamata ansia
Chi ne soffre spesso ha un solo desiderio: farla sparire. Scacciarla come si farebbe con una presenza fastidiosa, come se fosse una nemica infingarda venuta solo per disturbare il nostro equilibrio.
Ma se provassimo a cambiare prospettiva?
E se l’ansia non fosse un nemico?
E se invece fosse un segnale vitale per la nostra esistenza?
L’ansia ha una funzione (anche se non sembra)
È un meccanismo antico, profondamente umano, che si attiva quando percepiamo un pericolo, un disagio o una situazione che il nostro equilibrio interiore fatica a gestire.
In un certo senso, l’ansia è come un sistema di allarme.
Ci dice:
Lo zaino invisibile che portiamo sulle spalle
Spesso l’ansia è come uno zainetto invisibile che portiamo sulle spalle.
All'inizio pesa poco. Quasi non ce ne accorgiamo.
Poi però iniziamo a riempirlo:
- aspettative
- paure
- responsabilità
- parole non dette
- stanchezza emotiva
- bisogni ignorati
E giorno dopo giorno quello zaino diventa sempre più pesante.
Finché arriva il momento in cui non è più l’ansia il vero problema, ma il peso che abbiamo accumulato senza mai fermarci a svuotarlo.
L’ansia ci parla (anche quando non vogliamo ascoltare)
L’ansia comunica. Sempre.
A volte lo fa attraverso:
- tensione
- irritabilità
- stanchezza
- pensieri ripetitivi
- bisogno di controllo
- difficoltà a rilassarsi
Non lo fa per farci del male, ma perché qualcosa dentro di noi chiede spazio.
E più ignoriamo quel messaggio, più l’ansia alza il volume.
Quando iniziamo ad ascoltarla, qualcosa cambia
Paradossalmente, l’ansia inizia a perdere forza proprio quando smettiamo di combatterla.
Quando invece di dire:
"Devo eliminarla"
iniziamo a chiederci:
"Cosa mi sta dicendo?"
A volte dietro l’ansia troviamo:
- un bisogno di riposo
- una situazione che ci fa soffrire
- una scelta che stiamo evitando
- un’emozione che non ci siamo permessi di sentire
- il bisogno di mettere un limite
Non è una nemica. È una messaggera scomoda
Forse la verità più difficile da accettare è questa:
L’ansia, pur essendo fastidiosa e a volte angosciante, non è contro di noi.
È dalla nostra parte.
È quella voce interiore che ci avvisa quando qualcosa non è più sostenibile.
Possiamo ignorarla, combatterla o anestetizzarla per un po’.
Ma l’unico modo per davvero ridurne il peso è capire cosa è venuta a dirci.
Forse non dobbiamo scacciarla, ma capirla
Forse non sempre dobbiamo chiederci:
"Come faccio a non avere più ansia?"
Ma piuttosto:
"Cosa della mia vita ha bisogno della mia attenzione in questo momento?"
Perché a volte l’ansia se ne va proprio quando iniziamo ad ascoltare il messaggio che porta.
Come se dicesse:
"Adesso che hai capito, il mio lavoro qui è finito."
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Prof. Giuliana
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